EDA - Educazione degli Adulti

L'educazione degli adulti (EDA) è costituita dall'insieme di opportunità educative formali (promosse da scuola e formazione professionale) e non formali (iniziative di matrice culturale, sociale, e comunque collegabili ai diversi aspetti della vita associativa), e informali destinate ai cittadini in età adulta. Esse, nel loro insieme, sono finalizzate a garantire il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, favorendo al contempo il pieno esercizio del diritto di cittadinanza. L'educazione degli adulti, nel sistema dell'istruzione, viene realizzata attraverso i Centri territoriali permanenti (CTP) e dalle relative reti di istituzioni scolastiche.

Attualmente i CTP della nostra Regione sono tredici:

  • tre in Provincia di Pesaro e Urbino
  • quattro in Provincia di Ancona
  • tre in Provincia di Macerata
  • tre in Provincia di Ascoli Piceno

Otto di essi hanno sede in Istituti Comprensivi e cinque in Istituti di Istruzione Superiore; il loro territorio di competenza coincide con quello dei 13 Centri per l'impiego e la formazione.

Il primo documento legislativo importante finalizzato all'EDA, dopo l'istituto delle "150" ore è l'Ordinanza Ministeriale 29/07/1977, n. 455.
Con l'Ordinanza si regolamenta l'educazione in etè adulta in una logica di formazione continua, in una prospettiva nella quale ogni persona, a qualunque età, sia posta in grado di sviluppare le proprie capacità, di governare il proprio apprendimento, di partecipare ai processi di riconversione e di usufruire di offerte di istruzione che consentono di migliorare la qualità della vita.
L'O.M. inoltre promuove una maggiore collaborazione tra la scuole e le comunità locali, il mondo del lavoro e i partner sociali, maggiori rapporti tra istruzione e formazione professionale, innalzamento degli standard formativi. E' prevista, nell'ottica di un sistema congiunto di istruzione e formazione, l'estensione delle attività di formazione anche agli istituti penitenziari.
L'Accordo tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane del 2 marzo 2000 sull'Educazione degli Adulti allinea l'Italia alle Direttive Europee con l'adozione dell'idea di una società in formazione che offra al cittadino migliori opportunità di promozione del suo ruolo sociale attraverso l'acquisizione dei saperi, puntando a prevenire e sconfiggere la disoccupazione, facendo leva su una organizzazione più efficace ed elastica dell'apprendimento, sia nel senso di integrare l'educazione iniziale e quella continua con crediti e certificazioni, sia con il superamento della divisione tra cultura generale e abilità professionali.
In attuazione dell'Accordo Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane del 2 marzo 2000 sull'Educazione degli Adulti, la Regione Marche ha costituito il Comitato regionale dell'Educazione degli Adulti con Deliberazione n. 1133 del 18 giugno 2002
E con successivo decreto del Dirigente del Servizio ha nominato i componenti.
La Giunta regionale ha approvato il 22 luglio 2003 la Deliberazione n.1023 con la quale ha definito gli ambiti di riferimento territoriale relativamente alla costituzione dei Comitati Locali, facendoli coincidere con gli ambiti territoriali dei Centri per l'Impiego, ed ha individuato i seguenti livelli istituzionali di governo del sistema:
  • livello locale: sede di avvio del processo di programmazione territoriale dell'offerta formativa integrata e dell'azione di coordinamento e di governo svolta dal Comitato locale, espressione di raggruppamenti di Comuni, della rete locale delle agenzie formative pubbliche e private operanti nel settore dell'educazione formale e non formale e informale presenti nel territorio
  • livello provinciale: dove le Amministrazioni provinciali concorrono con la Regione alla definizione delle scelte programmatiche in tema di educazione permanente, a predisporre le linee generali per la programmazione territoriale, a definire il quadro complessivo delle risorse disponibili su scala provinciale con particolare riferimento a quelle comunitarie
  • livello regionale di programmazione e sviluppo e coordinamento dell'intero sistema regionale

Il comitato locale rappresenta il luogo di apprendimento sociale, in cui si definisce e si coordina il progetto territoriale condiviso ed integrato, dove i titolari dell'offerta di formazione formale non formale e informale si mettono insieme con i titolari della domanda di formazione che sono i rappresentanti dei bisogni individuali, collettivi del mondo del lavoro, delle associazione ecc. in cui si definisce l'integrazione delle risorse disponibili sia in termini finanziari che in termini di beni, strutture e personale necessari per la realizzazione dei programmi.
Nella Regione Marche sono istituiti i Comitati Locali di Ancona, Senigallia, Tolentino, Macerata, San Benedetto del Tronto e Fermo.

Il sistema di Educazione degli adulti nella Marche si prefigge di attivare politiche e strumenti per raggiungere l'obiettivo dell'U.E approvato al vertice di Barcellona del marzo 2002: "Entro il 2010 il tasso di partecipazione all'istruzione e alla formazione permanente nell'arco della vita dovrà coinvolgere almeno il 15% della popolazione in età lavorativa (fascia dai 25 ai 64 anni) e ciascun paese non dovrà scendere al di sotto del 10%"
Il livello in Italia, sulla base dell'inchiesta Eurostat 2002, è del 4,6% della popolazione impegnata in attività di lifelong learning. Per arrivare al 12,5% nel 2010 bisogna prevedere una percentuale di aumento annuale dell'1,5% circa.