Progetto in rete

"Revisione di curricula scolastici per la costruzione di una cittadinanza cosmopolita"

Progetto in rete – Capofila ISC Petritoli 

Brevi cenni sul lavoro della rete

A scuola l’apprendimento delle scienze passa attraverso l’insegnamento delle discipline, dalla cui organizzazione si desume la struttura dei curricola scolastici.
Esiste infatti una stretta correlazione tra questi ultimi e l’epistemologia delle discipline, ovvero il modo con cui esse ordinano e programmano l’oggetto di studio che non potrà mai essere dato agli studenti nella sua totalità.

In aula, infatti, non si insegna tutto lo scibile, perché -al di là della fattibilità- ciò che conta è l’opzione culturale, da intendere in senso “pedagogico - valoriale”: a scuola la selezione dei saperi avviene attraverso un canone, sotteso dal programma di insegnamento, che assume il compito di “costruire” una certa idea di uomo, una “personalità di base” comune, dotata di un immaginario socialmente condiviso [Damiano 2007].

Il docente, che della disciplina è il professionista, deve interrogarsi verso quali punti di vista è orientata e perché; quali percorsi metodologici richiede; quali teorie e saperi predilige; quando e come mai si è formata in questo modo piuttosto che in un altro. In altri termini egli è tenuto a possedere il “codice” o meglio la grammatica e il lessico dell’oggetto culturale di cui è esperto e che ne legittima la sua posizione di educatore.

L’accertare i rapporti tra i curricoli e la mission che la scuola assume sta sempre più diventando una sorta di imperativo categorico per l’attuale classe docente, chiamata ad operare in un momento di profonde trasformazioni in cui la trasmissione generazionale della propria professione è messa profondamente in crisi dal cambiamento epocale che ha radicalmente mutato la vita del pianeta: accelerazione, globalizzazione e impredivibilità caratterizzano non solo la produzione, il mercato, la politica, i contesti sociali ma anche i saperi e le conoscenze [Ceruti 2010], nonché il modo di costruirle a scuola con le nuove generazioni.

Di qui l’inevitabile metacognizione dell’insegnante professionista riflessivo che deve riappropriarsi dei ferri del suo mestiere e chiedersi dove sta andando, nella consapevolezza che i curricoli scolastici accreditano discipline la cui epistemologia rimanda al profilo di “studente modello” predicato dai programmi stessi. Se il risultato complessivo è dunque quello di costruire un’identità, atta a plasmare una “certa idea” di uomo (suddito, patriota, lavoratore, cittadino), è indispensabile comprendere, attraverso l’analisi socio-genetica dei saperi - in particolare delle discipline forti come italiano, storia, matematica, geografia, scienze - quali effetti essi perseguano in un dato momento e in una data società.

I popoli della storia

Illustrati in un’ottica etnocentrica, sono ancora descritti in una successione lineare che non rende conto delle interdipendenze tra le varie società che vivono in contesti contemporanei: Atene, Cartagine, Roma sono narrate separatamente ma in realtà nascono nello stesso periodo storico [Brusa 2010].

La geografia

Informa e descrive la realtà in modo oggettivo e analizzando uno alla volta i vari elementi che la compongono, senza entrare nelle fitte reti di interscambio dei sistemi ambientali e paesaggistici così da superare la frammentazione del sapere e la frattura tra scienze naturali e scienze umane: il confine, tradizionalmente indicato come un limite territoriale, in realtà mette in dialogo, regola rapporti di conoscenza, di interazione e di arricchimento reciproci [Brunelli 2010].

Le scienze naturali

Declinate secondo un approccio “materialista”, privilegiano l’ipotesi che sia possibile capire e spiegare i processi naturali, utilizzando esclusivamente la capacità razionale dell’uomo e trascurando così l’importanza delle connessioni, della visione d’insieme e un senso di maggiore vicinanza tra la materia e le altre forme di vita: la natura viene presentata tradizionalmente come una realtà staccata dal soggetto, mentre è urgente favorire un’educazione ecologica in cui gli apprendimenti di ciò che ci circonda sono vissuti dall’insieme del nostro essere corpo, linguaggio, immaginazione, pensiero [Camino 2010].

L’aritmetica 

Ancora separata dalla geometria e la matematica è disancorata dal tempo e dallo spazio che la connotano in una visione che tende a considerare la matematica occidentale come una scienza universale: questa modalità di presentazione sottrae alla conoscenza preziose occasioni di confronto e di feconda “contaminazione” che hanno come protagonisti matematici appartenenti ad ambienti culturali diversi [Bagni 2004].

L’insegnamento della lingua

Viene disgiunto dallo studio della letteratura, intesa come maestra di finesse che avvia un processo di umanizzazione legato al sentimento critico e alla tenerezza che governa le arti e le giustifica come linguaggi della trascendenza prodotti dalla specie umana, chiamata ad elevarsi verso forme di convivialità sempre più complesse[Gnisci 2008].

La questione ambientale

Richiama la coscienza di specie in un’ottica circolare che rimanda l’una tematica all’altra e viceversa in un moto senza sosta, secondo un nuovo alfabeto e un nuovo linguaggio, sostenuto dal pensiero aperto, ricorsivo, di rete che nel continuo big bang si interroga sui processi di formazione dei saperi che vanno rivisitati alla luce del nuovo progetto educativo, legato alla comprensione della condizione umana nel terzo Millennio.

L’educazione alla cittadinanza cosmopolita

Esige un mutamento di paradigma: da quello della disgiunzione occorre passare a quello della congiunzione [E. Morin 2001] in grado di coinvolgere non solo i contenuti del sapere ma anche la loro organizzazione e le loro relazioni: un insegnamento interdisciplinare e transdisciplinare è necessario per vivere oggi il continuo incontro con le diversità dei saperi e delle culture.

La revisione epistemologica delle discipline è stata assegnata al prof. Antonio Brusa dell’Università di Bari per storia; al prof. Armando Gnisci dell’Università la Sapienza di Roma per italiano; al prof. Franco Favilli dell’Università di Pisa per matematica; ai proff. Gianfranco Pasquino dell’Università di Bologna e Roberto Mancini dell’Università di Macerata per educazione alla cittadinanza; alla prof.ssa Elena Camino dell’Università di Torino per scienze; alla prof.ssa Catia Brunelli dell’Università di Urbino per geografia.
Le prospettive sono quelle legate alla costruzione di buone pratiche da diffondere a livello nazionale in modo da incidere sulla formazione degli insegnanti in servizio o aspiranti. Al tempo stesso si intende promuovere una rete sempre più vasta di soggetti aderenti alla revisione dei curricola con il coinvolgimento più diretto delle Università, così da allargare la fascia dei ricercatori. La direzione di questo percorso “che si sta costruendo” è quello di arrivare ad una riflessione condivisa tra docenti, ricercatori, operatori educativi, enti locali e piattaforma EAS , quest’ultima particolarmente interessata alla diffusione e implementazione di una vera e propria rinascita culturale a sostegno di una società che assume come nuovi paradigmi quelli della congiunzione e dell’empatia per la formazione delle giovani generazioni.

Lo scopo finale del progetto in rete è quello di essere monitorato da un Comitato Scientifico responsabile delle politiche culturali del territorio locale e nazionale per focalizzare la questione del “canone” su cui riflettere con il MIUR e con le Case Editrici per avviare le nuove generazioni alla cultura dell’ascolto, del dialogo e della corresponsabilità.


Si allegano i seguenti file per ulteriori dettagli sul progetto:

Progetto di Intercultura di Scienze   La Ricerca-Azione (RA) Inserimento e integrazione degli studenti stranieri  Relazione Camera 11 marzo 2010 La revisione di curricula scolastici per la costruzione di una cittadinanza cosmopolita C'è nessuno? Empatia La globalizzazione Documentazione dell'UL su città/cittadinanza Creolizzazione: "Il latte è buono" Il curriculum interculturale Il silenzio Il principe tigre Matematica con le storie Il nostro peso sulla natura Moltiplicare e dividere